Spettacolo "fattarielle e 'nciuci"


di Francesco Apicella

Vi voglio raccontare un gustoso aneddoto su Totò, il “principe della risata”, fiore all’occhiello e orgoglio del cinema italiano. L’aneddoto risale al 1954, durante la lavorazione di “Miseria e nobiltà” un bellissimo film tratto dall’omonima commedia di Eduardo Scarpetta e interpretato da un nutrito stuolo di attori, uno più bravo dell’altro. Fra essi ricordiamo: Totò, Dolores Palumbo, Enzo Turco, Sofia Loren, Carlo Croccolo e la grandissima Valeria Moriconi, la perla del teatro italiano, che ha raccontato, in un’intervista di alcuni anni fa, un episodio divertente, non previsto dal copione, accaduto sul set  durante le riprese del film. C’era una scena in cui,nella misera abitazione che la famiglia di Felice Sciosciammocca condivide con la famiglia dell’amico Pasquale, un giorno arriva, inaspettata, davanti agli occhi attoniti dei presenti, da lungo tempo affamati e a digiuno forzato, una serie di succulente vivande, portate in cesti di vimini da un cuoco e da alcuni inservienti e disposte in bella vista sul tavolo, al centro della stanza . “Guardate con cupidigia il lauto banchetto che vi chiama, invitante, dal tavolo, pronto ad essere divorato dalle vostre bocche fameliche.“Avvicinate la sedia un po’ per volta al tavolo e, poi, quando lo avete raggiunto, tuffatevi tutti sopra la pasta” aveva raccomandato il regista  Mario Mattoli agli attori . “E’ chiaro che ,poi, tutte le scene andavano ad libitum, non era detto che si dovesse smettere finite le battute, perché Totò ne inventava di tutti i colori e  Mattoli, compiaciuto, lo lasciava fare” racconta la Moriconi e continua, divertita, rivivendo quella memorabile scena:“Ricordo che, mentre si stava girando  ed eravamo già arrivati tutti sopra gli spaghetti , vidi con la coda dell’occhio il tecnico del suono che si tappava la bocca. Poi, mi giro ancora meglio, vedo gente con un colorito cianotico perché non poteva ridere e faceva fatica a trattenersi e vedo che Totò si era alzato, era salito sopra il tavolo e s’era inventato di mettersi gli spaghetti nelle tasche. Chissà la scena quanto sarebbe andata avanti e invece il regista fu costretto a dare lo stop perché, mentre si infilava gli spaghetti nelle tasche, Totò aveva preso anche un zampirone messo dentro la pasta per fare il fumo e questo zampirone gli stava bruciando la tasca” “Stop, stop!” gridò Mattoli, allarmato: “Principe, attento! Scendete  subito dal tavolo, state prendendo fuoco, toglietevi subito la giacca!” Totò si guardò la tasca che bruciava ed esclamò: “Madonna mia, ‘a giacchetta!! Me stavo appiccianno!” “Girammo un unico ciack” conclude la Moriconi “quello inserito nel film, le scene si ripetevano pochissimo. Era molto istruttivo per chi, come me, cominciava a fare cinema e, poi, teatro, perché lì c’era proprio il senso dei ritmi, delle pause, della recitazione.”Grande, grande Totò! Grazie, Valeria , per il bellissimo aneddoto, sono sicuro che lei e Totò, da lassù, lo state leggendo e che vi state divertendo come me che lo sto scrivendo, in questo momento. Un grande abbraccio a entrambi!

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