Anche Moderna taglia vaccini, 300 mila dosi in meno

29 Gennaio 2021 K2_ITEM_AUTHOR 
Il piano vaccinale in Italia sembra destinato inevitabilmente a rallentare. Almeno stando ai ritardi e ai tagli delle dosi in arrivo dalle case farmaceutiche che rischiano di far slittare la fine della campagna vaccinale, come ipotizzato dal governatore della Campania, Vincenzo De Luca. Anche Moderna, cosi' come fatto gia' da Pfizer e AstraZeneca, ha deciso infatti di tagliare del 20% le fiale, come annunciato dallo stesso commissario straordinario Domenico Arcuri che ha stimato in 300 mila le dosi in meno rispetto a quanto previsto. "Il nostro stupore, la nostra preoccupazione e il nostro sconforto aumentano - ha spiegato -, ormai quasi ogni giorno le previsioni subiscono una rettifica". Proprio per questo domani il ministro per gli Affari Regionali, Francesco Boccia, insieme con quello alla Salute, Roberto Speranza, incontrera' le regioni. Sul tavolo ci sara' l'adeguamento di un piano vaccini sempre piu' lontano dall'iniziale tabella di marcia. Ad oggi in Italia sono state somministrate oltre 1,7 milioni di dosi, circa il 74% del totale a disposizione, con circa 392 mila persone che hanno ricevuto anche il richiamo. In cima alle regioni piu' virtuose c'e' la Campania con l'85% delle dosi somministrate. Ma il presidente De Luca avverte: "Se la quantita' dei vaccini resta questa, la copertura vaccinale per la Campania non si concludera' nel 2021, come era il nostro obiettivo, ma nel 2022". Ed e' lo stesso Arcuri, duramente attaccato dallo stesso governatore, a manifestare l'irritazione di fronte a ritardi e rinvii. Alle "sacrosante domande" dei cittadini che chiedono quanto durera' la campagna vaccinale e quanti italiani riusciranno ad essere vaccinati, ha detto in conferenza stampa, "siamo costretti a dare ogni minuto una risposta diversa indipendentemente dalla nostra volonta' e dal nostro operato, dagli sforzi nostri e delle regioni, di quelli dei medici e degli infermieri". In attesa dell'arrivo delle nuove fiale - per domenica sono attese le 66 mila dosi di Moderna che sarebbero dovute arrivare in settimana - e dell'approvazione di nuovi vaccini - domani l'Aifa esaminera' il dossier AstraZeneca -, l'Italia sta comunque pensando ad una "rete di ricerca e sviluppo" migliore per produrre vaccini e farmaci autoctoni, in primis il ReiThera. "Abbiamo capito sulla nostra pelle - ha spiegato Arcuri - che un vaccino non basta scoprirlo, serve anche produrlo. E che le componenti e le infrastrutture per farlo, sono almeno importanti tanto quanto la scienza e la conoscenza necessari a scoprirlo". Nel frattempo, e' stato l'auspicio del commissario, "confidiamo che i ritardi finiscano e che cresca il numero dei produttori". "Il mercato - ha detto - funziona quando c'e' non solo tanta domanda, ma anche tanta offerta". Sui ritardi delle consegne e' intervenuto anche il viceministro alla Salute Pierpaolo Sileri, secondo il quale "quello della Pfizer e' giustificato dall'aumento della produzione di vaccini" e sara' compensato nei mesi a venire. Intanto e' cominciata la vaccinazione di alcuni over-80 e degli ospiti delle Rsa. "Verso meta' o fine febbraio - ha aggiunto il viceministro - il numero salira' in maniera importante, perche' sara' completata la vaccinazione degli operatori sanitari e quindi si procedera' con l'immunizzazione dei circa 4,5 milioni di over 80 e poi ancora gli altri soggetti fragili". Numeri importanti che restano comunque soggetti all'arrivo delle nuove fiale, ben lontane da quei 19 milioni di dosi previsti nel primo trimestre dell'anno. La prossima settimana comunque dovrebbero arrivare i nuovi carichi di Moderna, ai quali si aggiungeranno le gia' previste 470 mila dosi settimanali di Pfizer.

Punto Agro News

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