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Siria, scontri al confine nonostante il cessate il fuoco

19 Ottobre 2019 Author :  

Esperti chimici dell'Onu hanno annunciato che stanno raccogliendo informazioni dopo le notizie sul presunto uso di fosforo bianco da parte delle forze tuche nell'offensiva in Siria contro i curdi. Anche l'organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (Opcw) ha reso noto che è 'al corrente della situazione' e che sta 'raccogliendo informazioni in merito al possibile uso di armi chimiche'.

E nonostante l'accordo sul cessate il fuoco annunciato ieri, si sono registrati scontri anche oggi. 'Attacchi aerei e di artiglieria continuano a prendere di mira le posizioni dei combattenti, gli insediamenti civili e l'ospedale di Serekaniye/Ras al Ayn', ha denunciato Mustafa Bali, responsabile della comunicazione delle Forze democratiche siriane a guida curda. 'La Turchia sta violando il cessate il fuoco continuando ad attaccare la città dalla scorsa notte', ha aggiunto.

I raid e i bombardamenti turchi di oggi, secondo l'agenzia curda Firat, hanno ucciso cinque combattenti curdo-siriani, mentre altri due sono rimasti feriti.

Intanto il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha affermato che in base all'accordo raggiunto con gli Stati Uniti, 'le nostre truppe non lasceranno la zona di sicurezza' concordata nel nord-est della Siria dopo la fine delle ostilità.

"Alla fine delle 120 ore" di tregua, martedì sera, "la nostra operazione Fonte di pace continuerà in modo ancora più determinato se gli Usa non manterranno le promesse" sull'evacuazione delle milizie curde dalla zona di sicurezza della Turchia, ha aggiunto Erdogan.

Il presidente turco ha anche fornito alla stampa il suo bilancio dell'operazione militare nel nord della Siria. Fino all'inizio della tregua - ha detto - "abbiamo preso sotto controllo 65 zone abitate, tra cui i centri di Tal Abyad e Ras al Ayn", sono morti "4 nostri soldati e 74 membri dell'Esercito nazionale siriano" alleato e "abbiamo neutralizzato (cioè ucciso, ferito o catturato) circa 750 terroristi".

DURA TELEFONATA TRA CONTE E ERDOGAN - Giovedì il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha avuto un colloquio telefonico con il presidente turco. Nel corso della conversazione durata oltre un'ora, a quanto sia apprende da fonti di palazzo Chigi, Conte ha ribadito che l'Italia ritiene inaccettabile l'azione militare avviata in Siria. Durante il colloquio "non sono mancati momenti di forte tensione a fronte del fermo e reiterato invito del presidente Conte ad interrompere questa iniziativa militare, che ha effetti negativi sulla popolazione civile". Conte ha chiesto a Erdogan di ritirare le truppe.

TRUMP SCRIVE A ERDOGAN, IL PRESIDENTE TURCO BUTTA LA LETTERA - "Non fare il duro" o "non fare lo scemo", "lavoriamo a un buon accordo. Tu non vuoi essere responsabile del massacro di migliaia di persone, e io non voglio essere il responsabile della distruzione dell'economia turca", ha scritto Donald Trump al presidente turco in una lettera datata 9 ottobre. La lettera è stata "gettata nella spazzatura" da Erdogan.

Ai giornalisti a Istanbul, il presidente turco ha detto: "Non abbiamo dimenticato" la lettera dai toni "privi di cortesia diplomatica" di Trump. Ma il "rispetto reciproco" spinge a mettere da parte la questione per il momento. La Turchia farà "ciò che è necessario quando sarà il momento", ha aggiunto il suo leader.

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