Obama, 'comportamento di Trump da zio pazzo'

23 Ottobre 2020 Author :  

 

Donald Trump è incapace di prendere seriamente l'incarico", "tratta la presidenza come un reality show", "pensa solo a se stesso", "mente ogni giorno" e agisce "come uno zio pazzo", mettendo a rischio la democrazia: è un attacco duro e frontale al suo predecessore quello sferrato da Barack Obama nel comizio in stile drive-in a Philadelphia, il primo di persona a favore di Joe Biden e Kamala Harris. Un comizio di quelli veri, appassionati, capaci di infiammare le decine di persone che suonavano il clacson restando in auto per rispettare le misure anti Covid. E preceduto da un piccolo show, con Obama in camicia e mascherina che girava a piedi per la città lanciando appelli al voto col megafono e salutando con i gomiti alcuni bimbi afroamericani. E' solo la prima tappa di un tour negli Stati in bilico per mobilitare il blocco di elettori che lo fece vincere: afroamericani, latinos, millennials. L'ex presidente ha preso di mira Trump su tutti i fronti, a partire dalla gestione della pandemia, per la quale lo ha accusato di "incompetenza e disinformazione", rammaricandosi per le molte vite che si sarebbero potute salvare. Obama non ha dimenticato le ultime rivelazioni del New York Times sul conto bancario del tycoon in Cina: "Potete immaginare se avessi avuto un contro segreto in Cina quando correvo per la rielezione? Ha pagato più tasse ad un Paese straniero che in Usa. Io stesso ho pagato più tasse di lui quando avevo 15 anni e distribuivo gelati".

A poche ore dall'ultimo duello in tv prima del voto - in programma nella notte a Nashville - il presidente starebbe valutando il siluramento del capo dell'Fbi. Secondo il Washington Post Trump e i suoi consiglieri hanno discusso ripetutamente se licenziare il capo dell'Fbi Christopher Wray dopo l'election day. Questa eventualità potrebbe mettere a rischio anche la permanenza del ministro della giustizia William Barr. Intanto cresce la frustrazione del presidente per la mancata spinta finale delle forze investigative, come successe nel 2016. Lo scrive il Washington Post. Trump, secondo il quotidiano, sperava che Wray e Barr mettessero sotto inchiesta i Biden.

I vertici degli 007 americani rivelano intanto che "Russia e Iran hanno ottenuto informazioni sulle liste elettorali americane che potrebbero supportare i loro sforzi di interferire nelle presidenziali Usa. "Queste azioni sono tentativi disperati di avversari disperati", ha commentato il direttore della National Intelligence John Ratcliffe. Netta la smentita arrivata da Teheran e Mosca.

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