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Coldiretti, oleoturismo sarà opportunità per aziende agricole

02 Gennaio 2020 Author :  

"Il 2020 porta in dono alle aziende agricole una nuova opportunita' di crescita: l'oleoturismo". La Coldiretti della Campania ha espresso la sua soddisfazione in relazione alla novita' contenuta nella legge di bilancio, che battezza l'ingresso del turismo olivicolo tra le attivita' agricole connesse, assimilandolo direttamente all'enoturismo. L'associazione dei produttori oleari campana e la Coldiretti hanno spiegato: "Nella previsione normativa i commi 513 e 514 dell'articolo 1 precisano che per oleoturismo si intendono le attivita' di conoscenza dell'olio d'oliva espletate nel luogo di produzione, le visite nei luoghi di coltura e produzione, l'esposizione degli strumenti utili alla coltivazione dell'ulivo. In questa tipologia di turismo in aree rurali rientrano la degustazione e la vendita delle produzioni olivicole aziendali, anche in abbinamento ad altri alimenti freddi, e le iniziative a carattere didattico e ricreativo". "Si tratta di una grande opportunita' - hanno sottolineato Coldiretti e Aprol Campania - che aiutera' a diffondere la cultura dell'olio extravergine di qualita' e a combattere le fake news che continuano a colpire il principe della dieta mediterranea, influenzando negativamente i consumatori nelle abitudini di consumo a favore di oli scadenti, a basso costo e non tracciabili. Le dieci fake news piu' diffuse sull'olio evo sono: il colore determina la qualita'; non e' facilmente digeribile; meglio conservarlo in bottiglie trasparenti o nelle oliere; la sensazione di piccantezza e' un difetto; se e' amaro e' difettato; l'ambiente di conservazione non e' importante; farlo invecchiare qualche mese aumenta la qualita'; non filtrato e' migliore; e' poco adatto alle fritture perche' piu' pesante; quello vecchio e' migliore perche' meno forte". Aprol e Coldiretti Campania hanno evidenziato che: "Grazie all'oleoturismo sara' possibile promuovere un rapporto diretto tra consumatori e produttori, facilitando la conoscenza dei processi produttivi e delle qualita' organolettiche dell'extravergine, visitando direttamente i luoghi di produzione. L'attivita' oleoturistica ha natura di attivita' agricola connessa se svolta dalle imprese agricole. Come per l'enoturismo, l'attivita' consiste nella conoscenza del prodotto con attivita' espletate nel luogo di produzione e quindi avremo i frantoi aperti per consentire l'accesso ai consumatori. Seguendo l'impostazione dell'enoturismo, anche per l'olio d'oliva potranno essere previste attivita' formative ed informative sulle produzioni di olio e sulla conoscenza delle indicazioni geografiche protette, nonche' attivita' di carattere didattico aventi ad oggetto la storia e la pratica della attivita' olivicola". In Campania sono cinque le Dop: Cilento, Colline Salernitane, Irpinia - Colline dell'Ufita, Penisola Sorrentina e Terre Aurunche. In regione sono presenti oltre 74 mila ettari coltivati ad oliveto, di cui il 5% circa con metodi di produzione biologica. Le principali varieta' olivicole campane sono: l'Ogliarola, la Marinese e la Ravece in provincia di Avellino; l'Ortice, l'Ortolana e la Racioppella in provincia di Benevento; l'Asprinia, la Tonda, la Caiazzana e la Sessana in provincia di Caserta; l'Olivo da olio (detta anche Cecinella o Minucciolo) in penisola Sorrentina, Napoli; la Rotondella, la Carpellese, la Nostrale, la Salella, la Biancolilla e la Pisciottana in provincia di Salerno. A queste autoctone vanno aggiunte varieta' come il Leccino e il Frantoio, che pur non essendo autoctone sono presenti da lungo tempo in varie zone della regione.

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