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Agerola. Aumenti tariffari, la Rete dei Comuni contro l’Ente idrico campano presieduto dal sindaco Mascolo

21 Dicembre 2017 Author :  

Edoardo Serpico (Scisciano), Raffaele De Simone (Roccarainola), Massimo Pelliccia (Casalnuovo) e Vincenzo Fiengo (Cercola) per l’hinterland napoletano, più Manlio Torquato (Nocera Inferiore), Bernardo Califano (Pagani), Roberto Falcone (Angri), Gaetano Ferrentino (Sarno) e Franco Gioia (Fisciano) per il Salernitano. Sono questi i nomi dei sindaci e dei loro delegati che nelle scorse ore attraverso la Rete dei Comuni per la gestione pubblica del servizio idrico nel distretto Sarnese Vesuviano hanno messo nel mirino l’Ente idrico campano. «L’Ente idrico campano è finora un fallimento, dopo 4 anni doveva chiudere la stagione dei commissari regionali per restituire le competenze ai Comuni, come previsto dalla Costituzione. Invece l’Eic è stato completamente esautorato da decisioni prese altrove, svuotando i suoi organi e riducendoli a un semplice luogo di ratifica» hanno fatto sapere i componenti della Rete, sottolineando i ritardi e la mancanza di democrazia nel funzionamento dell’Ente idrico presieduto dal loro collega primo cittadino di Agerola, Luca Mascolo. «A due anni dall’approvazione della legge regionale chc istituiva l’Ente, il presidente si è limitato a convocare sporadiche riunioni nelle quali ha comunicato le decisioni prese in cabine di regia estranee ai Comuni, gli unici sovrani in materia» hanno evidenziato ancora i componenti della Rete. In particolare i nove rappresentanti hanno paventato nuovi pesanti aumenti delle tariffe idriche in Campania mettendo in evidenza come la strada intrapresa porterà inevitabilmente all’ennesimo insostenibile aumento delle tariffe, scaricando su tutti i cittadini campani i costi «del salvataggio dei carrozzoni societari, a partire dal colabrodo Gori SpA». Per bloccare gli aumenti tariffari il sindaco di Scisciano Serpico e gli altri del distretto sarnese-vesuviano a sostegno della gestione pubblica - De Simone, Pelliccia, Fiengo, Torquato, Califano, Falcone, Ferrentino e Gioia - hanno chiesto la convocazione del consiglio. «Bisogna coinvolgere tutte le amministrazioni comunali nella discussione sulle gravi proposte avanzate dal presidente Mascolo e dalla Regione Campania - hanno spiegato - nonché avviare il percorso per la liquidazione di Gori Spa e per la ripubblicizzazionc dell’acqua nel pieno rispetto dei referendum popolari del 2011».

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